CONTAINER PER GRUPPI DI POMPAGGIO PER IMPIANTI ANTINCENDIO Container per pompieri o
antincendio
Azienda Certificata UNI EN ISO 9001
: 2008 (sito nato nel 1999 ! un punto di
riferimento per chi cerca container) ;
Dove Siamo (area Raccordata),
Referenze Lavori Consegnati,


Produzione Vendita
Noleggio di
Container,
Lavorazioni su
container
Azienda Certificata ISO 9001/2010 (sito nato nel 1999 ! un punto di
riferimento per chi cerca container)
Realizziamo speciali container
antincendio e antifuoco per Pompieri.
Pannelli REI 60/120
porte REI 60/120
grliglie REI 60/120.
Idonei a contenere gruppi di pompe
antincendio, sistemi di pompaggio.
Coibentazione
interna pareti tetto e portellone , realizzata con pannello sandwich costituiti
da due lamine zincate preverniciate , contenenti poliuretano espanso ad alta
densità, spessore totale mm 50. classe 2B, oppure contenente lana roccia e
materiali ignifugo con certificazione REI 60/120.
fori con manicotti flangiati
saldati.
Verniciatura A
SPRUZZO 240 MICRON esterna secondo ciclo richiesto con Ral richiesto RAL
3000.
Griglie TagliaFuoco
Griglie Rei60/120.
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NORMA UNI 11292/2008 SUI LOCALI DESTINATI AD OSPITARE |
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GRUPPI DI POMPAGGIO PER IMPIANTI ANTINCENDIO. |
I locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio devono avere le seguenti
caratteristiche : essere un locale isolato, adiacente o all’interno
Ubicazione, in dell’edificio protetto dall’impianto servito Dislivello
massimo fra il piano di campagna e il piano del locale pompe di +/ - 7.5 m;
Accessibilità garantita alle persone e alle macchine in presenza di
qualunque fattore che influisca negativamente s u di essa (es. possibilità
di allagamento);
Accesso solo da strada o, solo in alternativa, da spazio scoperto o
intercapedine antincendio ad uso esclusivo con resisitenza al fuoco pari
almeno a quella della durata prevista per l’impianto;
Accesso solo tramite aperture verticali di altezza di almeno 2 m e larghezza
almeno 0.8 m, scale non verticali e larghe almeno 0.8 m se rettilinee,
altrimenti 0.90 m;
Da questo elenco di “prescrizioni” si evidenzia come, di fatto, i locali
preassemblati con accesso con botola dall’alto, non siano più di fatto
ammessi e come la norma definisca finalmente con dei criteri precis i e non
interpretabili che cosa intenda per “accessibilità garantita”. In questo
contesto rientrano anche le misure minime imposte in merito alle
caratteristiche dei locali :
Altezza minima dei locali di 2.4 m, tranne nel caso di presenza di strutture
localizzate dove è concessa un’altezza minima di 2 m;
Passaggio minimo garantito di 0.8 m intorno a ciascuna pompa (attenzione,
non ciascun gruppo), tranne nel caso di presenza di strutture che ocalmente
possono ridurre lo spazio a 0.6 m: tali misure devono essere garantite su
tutti e 4 i lati nel caso si sia in presenza di un gruppo reassemblato cos
tituito da almeno due unità. La nuova UNI 11292, nel capitolo 5.4 , dedica
uno spazio importante, e in un certo senso rivoluzionario, alle
problematiche di aerazione dei locali pompe, in particolare nel caso di
presenza di motori diesel.
In generale la norma richiede una superficie di aerazione di almeno 1/100
della superficie in pianta, con un minimo di 0.1 mt.
Tutte le aperture dovranno ricadere su spazio scoperto o intercapedine
antincendio e dovranno avere griglie protettive o serrande automatiche. Nel
caso, invece, di presenza di motori diesel, la norma dis tingue vari casi,
secondo il sistema di raffreddamento utilizzato dai motori.
Per quanto riguarda i motori diesel con raffreddamento ad aria diretta o a
liquido con radiatore , deve essere garantito lo smaltimento del calore
prodotto attraverso una condotta di convogliamento dell’aria all’esterno, di
sezione almeno una volta e mezzo la sezione di scarico del dispositivo di
raffreddamento.
Solo nel caso di apposito dimensionamento tramite calcolo analitico è
possibile dimensionare con superficie inferiore alla minima sopra imposta.
Analogamente deve essere dimensionata la condotta di immissione dell’aria (
due volte la sezione del dispositivo di raffreddamento), ricordando che
l’apertura deve essere collocata dalla parte opposta a quella di espulsione
in posizione alta.
Se il sistema di raffreddamento è del tipo a liquido con scambiatore di
calore acqua-acqua , il calore prodotto dal motore deve essere dissipato
attraverso due aperture poste su pareti contrapposte, in basso per
l’immissione dell’aria, in alto invece per l’estrazione della stessa.
La superficie di ambedue dovrà essere calcolata tramite la formula S = 0.002
* P la superficie netta dell’apertura in m con S si indica e comunque non
minore di 0.15 m , e con P la potenza installata del motore in kW.
Nel caso non sia possibile creare le adeguate aperture, allora si deve
procedere a creare un sistema di aerazione forzata la cui portata di aria, in
m/h, sia almeno 50 volte la potenza installata , e in grado di funzionare in
assenza di energia elettrica e per il tempo previsto già per l’impianto
antincendio, a partire dall’avvio del motore o anche prima. In questo caso per
l’immissione dell’aria si può anche qui considerare una superficie pari a due
volte la sezione del dispositivo di raffreddamento, comunque non inferiore a
0.15 m.
Per quanto riguarda infine i motori con sistema di raffreddamento ad aria
diretta e potenza minore di 40 kW , si deve precedere un sistema di estrazione
forzata con portata, in m/h, pari almeno a 100 volte la potenza installata.
Anche in questo caso l’apertura di immissione dovrà essere non minore di 0.15
mt.